Fermo Auto Amministrativo

Perdita possesso dell’auto in fermo amministrativo

Se hai un’autovettura gravata da fermo amministrativo e non vuoi dover pagare le spese del fermo (magari la cartella esattoriale legata all’auto è troppo costosa, oppure sono in difficoltà economiche e non puoi permetterti spese eccessive), potresti volerla vendere per risolvere il problema.
Per risolvere il problema, si può vendere la propria auto ad una ditta seria e affidabile e dichiarare la perdita del possesso dell’automobile ad un PRA (pubblico registro automobilistico) oppure ad un ACI.
Naturalmente, hai diritto ad una procedura di compravendita che sia il più trasparente e regolare possibile.
In taluni casi, può capitare che alcune ditte si propongano di acquistare la tua auto gravata da fermo amministrativo, ma imponendo una condizione: che al momento del ritiro si dichiari una perdita di possesso dell’auto in questione, con svariate motivazioni irregolari, a volte giustificate da un ricambio di pezzi usati o altre cause poco credibili. Si può essere tentati dall’accettare questa condizione, perché ci si trova in un momento economico sfavorevole.

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Fermo Auto Amministrativo

La vendita di un auto con fermo amministrativo è consentita dalla legge italiana?

La vendita di un auto con fermo amministrativo è consentita dalla legge italiana.
Difatti la normativa prevede per il mezzo oggetto del provvedimento il divieto di circolazione, demolizione ed esportazione ma ne consente la vendita legale.
Pertanto chi si trovasse in questa condizione e volesse liberarsi dall’obbligo di continuare a pagare bolli e revisioni senza poter utilizzare la macchina, può farlo in maniera facile e veloce rivolgendosi al nostro servizio di ritiro auto con fermo amministrativo.
Come usufruire del servizio di ritiro auto con fermo amministrativo?
Come per una qualsiasi auto usata, dovrete fornire ai nostri esperti tutti i dati del veicolo al fine di poterne fare una valutazione concreta e formularvi una proposta di acquisto.

I dati da comunicare

☎ Chiamando il Numero dedicato 327 0433320
o in alternativa
✆ Inviando un messaggio su WhatsApp al numero 327 0433320
o in alternativa
✎ Compilando l’apposito modulo di richiesta informazioni online di questo sito internet

Acquistiamo solo auto immatricolate dal 2008 in poi

La valutazione è gratuita e la proposta di acquisto è senza obbligo da parte vostra.
In caso di vendita dell’auto con fermo amministrativo ci incaricheremo noi del ritiro/trasporto.
Il pagamento è immediato nella modalità che desiderate.
Il servizio di ritiro auto con fermo amministrativo è contattabile tutti i giorni.
Approfondimenti sul fermo amministrativo di un auto
Cos’è il fermo amministrativo fiscale di un auto?
E’ un provvedimento restrittivo emanato dalla Pubblica Amministrazione a seguito del mancato pagamento di una cartella esattoriale.
Con questo atto, la pubblica amministrazione vieta la libera circolazione del veicolo, la sua rottamazione ed esportazione.
Ne consente la vendita ma non ne estingue gli effetti.

Come sapere se un auto è gravata da un fermo amministrativo?
Attraverso la targa del veicolo è possibile richiedere una visura presso una sede ACI / PRA o utilizzare l’apposito sistema online.

Come cancellare un fermo amministrativo?
La cancellazione di un fermo amministrativo può essere richiesta solo dopo aver saldato il debito causa del fermo.
La cancellazione del fermo amministrativo si richiede al PRA presentando il provvedimento di revoca ed il certificato di proprietà dell’auto

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Visure o visura PRA gratis, è possibile averla grauitamente?

Fare una “visura” al PRA vuol dire ottenere informazioni riguardanti un determinato veicolo quali dati anagrafici, indirizzo e codice fiscale dell’intestatario, tipo di veicolo ed eventuali problemi che lo riguardano (ad esempio multe o fermi amministrativi). E’ una procedura molto utile nel caso di acquisto di un’auto usata.

La visura si può fare presso gli uffici provinciali ACI del PRA o nelle agenzie di pratiche auto, ma c’è anche l’opzione web attraverso la banca dati PRA online. Ecco come procedere

Oltre agli uffici provinciali ACI del PRA e alle agenzie di pratiche auto, le visure si possono fare anche sul web tramite la banca dati PRA online. Ecco come procedere.

Sulla base del numero di targa del veicolo (e previo il pagamento degli importi dovuti) è possibile ottenere le informazioni anche online. La visura consente ad esempio il calcolo del bollo auto, basandolo direttamente sulla potenza del veicolo o inserendo i dati forniti nel registro dell’Agenzia delle Entrate.

A chi è interessato a comprare la macchina la visura conviene in quanto permette di accertare i dati forniti dal venditore, ma serve anche per risalire ad eventuali fermi amministrativi, ipoteche o vincoli di altro genere. In caso di sinistro è poi possibile individuare il nome del proprietario anche senza conoscere le sue generalità, basta avere il numero di targa.

Per fare una visura online bisogna andare nella sezione “Servizi” del sito www.aci.it e cliccare “Visure Pra”. A quel punto verrà richiesta la tipologia di pagamento e bisognerà fornire i dati del richiedente, quelli della fatturazione e infine quelli del veicolo.

Costi del servizio e modalità di pagamento
L’utilizzo del servizio visure online comporta un costo di 8,83 euro, di cui 6,00 euro per il costo della visura e 2,32 euro +22% IVA per il costo del servizio telematico.

Il pagamento può essere effettuato tramite il Nodo Dei Pagamenti – SPC, scegliendo il Prestatore di Servizi di Pagamento (la banca o un altro istituto di pagamento) e il relativo servizio (addebito su conto corrente, carta di credito, bollettino postale elettronico).

In alternativa si può pagare con carta di credito previa autorizzazione della società proprietaria della carta (il relativo rilascio del numero di autorizzazione verrà comunicato all’interessato). Le carte accettate sono Maestro, MasterCard, MasterCard SecureCode, Visa, Verified by Visa, American Express, Diners Club International e PostePay. Nell’estratto conto della carta di credito la visura effettuata e l’importo corrisposto saranno identificati con la causale “VISURENET”.

Non è quindi possibile ottenere uan visura di questo tipo in forma gratuita

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Ganasce fiscali Equitalia

In caso di debiti Equitalia, l’opzione di pagamento a rate delle cartelle esattoriali non cancella fermi ed ipoteche già in essere.

Tuttavia, la richiesta di un piano di rateazione consente la sospensione delle ganasce fiscali come ad esempio il blocco auto o veicolo o moto: a consentirlo è la circolare 105/2016 dell’agente della riscossione, operativa dal 15 febbraio 2016 ed applicabile ai contribuenti che accedono a un piano di dilazione e che hanno versato la prima rata.

Il tutto, grazie ad un accordo con il PRA, che permette la circolazione del veicolo.

E’ bene ricordare che, nonostante l’accoglimento dell’istanza di pagamento a rate, le ganasce in essere non vengono eliminate ma soltanto sospese, rimanendo attive fino al fino al pagamento dell’ultima rata (circolare 98/2015), così come disposto dal decreto legislativo n. 159/2015 di riforma della riscossione esattoriale.

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Fermo Auto Amministrativo

Agenzia Entrate e Equitalia, differenze

L’agenzia delle Entrate Riscossione potrà accedere direttamente sui conti dei contribuenti al fine della riscossione delle somme inevase.

Questo significa più potere all’esattore, siamo braccati in un labirinto, non mettiamo in dubbio il pagamento delle imposte va eseguito, ma pagare multe triplicate o contenziosi di vecchia data moltiplicati al 200% in più non è democratico! E il fermo amministrativo sulle auto dove va a finire?

Agenzia delle Entrate Riscossione gestisce il fermo amministrativo sulle auto, in arrivo milioni di preavvisi di fermo amministrativo e richiesti di pignoramento!

Equitalia chiude con il Decreto Legge n.193/2016 passa tutto il contenzioso all’Agenzia delle Entrate Riscossione che subentra a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia e assume la qualifica di agente della riscossione con poteri più elevati.

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Il fermo giudiziario o giudiziale

Quando scatta il fermo giudiziario sull’automobile? Il fermo giudiziario scatta quando un organo di Polizia ci contesta una grave infrazione al codice stradale, come positività all’alcool test, incidenti, circolazione con assicurazione scaduta, o revisione non più valida

Oltre alla multa, viene redatto un fermo auto che in genere è di 3 mesi, con affido del veicolo al guidatore o al proprietario del veicolo. Lo stesso deve custodirlo e mantenerlo nello stesso stato in cui gli è stato affidato e consegnato per la custodia.

Il Fermo amministrativo è diverso dai comuni fermi fiscali emessi prima da Equitalia, ed ora dall’Ufficio delle Entrate Riscossioni.

Questo tipo di fermo non viene trascritto al P.R.A, per inadempienza dell’Organo di Polizia, e l’auto in caso di vendita sembra pulita, anche se si fa una visura della targa al P.R.A., perciò in questi casi, sta nella correttezza del proprietario dire o non dire di questo reale problema, ben più grave dei fermi amministrativi fiscali che tutti oramai conoscono.

Un veicolo gravato da fermo amministrativo giudiziale o giudiziario, NON può essere venduto , vi è un nominato custode e lo stesso deve mantenerla in essere, non venderla ne farla sparire pena denunce giudiziarie.

Come verificare se un veicolo ha fermo giudiziario?

Purtroppo come detto non si può verificare, siete voi a dovercelo dire.

In questi casi informiamo l’utente che noi non trattiamo questo tipo di fermo e non acquistiamo questo tipo di auto

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Chi può certificare la perdita di possesso

La perdita di possesso auto può essere richiesta dall’intestatario del mezzo. Se questi è una persona giuridica è legittimato ad agire il legale rappresentante della ditta o società.

Come abbiamo visto dalla casistica sopra esposta, la perdita di possesso può essere richiesta anche dagli eredi dell’intestatario, anche se questi hanno formalmente rinunciato all’eredità. Può altresì essere richiesta dal procuratore legale e dal curatore fallimentare.

La richiesta può essere presentata anche da altro soggetto munito di delega e identificato tramite un documento di identità/riconoscimento. In questo caso occorre predisporre ed allegare anche questo modello di delega insieme ad una copia di un valido documento di identità dell’intestatario del mezzo.

Nel caso in cui il veicolo sia cointestato, ad esempio ai due coniugi, la richiesta può essere fatta anche solo da uno degli intestatari. Tuttavia nel caso in cui si faccia ricorso alla dichiarazione sostitutiva, questa deve essere firmata da tutti gli intestatari.

 

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Ganasce Fiscali: stiamo parlando del fermo amministrativo dell’auto a seguito di somme non pagate.

Ganasce Fiscali: stiamo parlando del fermo amministrativo dell’auto a seguito di somme non pagate.

La storia è tristemente sempre la stessa: ci dimentichiamo di pagare una multa, un bollo o un qualsiasi debito all’Agenzia delle Entrate e – dopo 60 giorni dall’invio della cartella esattoriale – si procede con il fermo amministrativo.

Solo che, nonostante l’Agenzia sia sempre molto attenta a esigere i pagamenti, non è sempre altrettanto attenta nel notificare i fermi amministrativi: può succedere allora che semplice controllo da parte della stradale si trasformi in un incubo, con multa (salata) amministrativa e confisca del veicolo.

Come funziona il fermo amministrativo?
Il fermo è previsto per i debitori insolventi e consiste nel blocco dei veicoli intestati, che non potranno circolare per strada, non possono essere radiati dal PRA, esportati all’estero o demoliti.
Quando il contribuente riceve la notifica di una cartella esattoriale, ha 60 giorni di tempo per pagare, al termine dei quali l’Agenzia delle Entrate – Riscossioni ha la facoltà di attivare il procedimento di fermo, che viene comunicato attraverso un preavviso.
A questo punto il debitore ha altri 30 giorni di tempo per sanare la sua posizione (pagando, rateizzando o attivando provvedimenti di sgravio o sospensione) al termine dei quali si procede all’iscrizione vera e propria del fermo: il veicolo non è più utilizzabile.

Cosa succede dopo?
Una volta emesso il fermo può essere eliminato solo a fronte del pagamento completo; se il proprietario non salda il debito, l’Agente può disporre addirittura il pignoramento del mezzo e la vendita all’asta.
Tuttavia ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione: in primo luogo, il fermo non può avvenire per cartelle esattoriali inferiori agli 800 euro. Inoltre, per i debiti sotto i 1000 euro il pagamento deve essere sollecitato obbligatoriamente 2 volte, il primo dei quali deve avvenire dopo almeno 120 giorni dal preavviso ricevuto.
Nel caso il veicolo sia necessario per lavorare, e sia quindi strumentale alla sussistenza, il debitore può richiedere la sospensione del provvedimento allegando però tutta la documentazione per dimostrare che l’utilizzo del mezzo sia assolutamente indispensabile.

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Si può vendere l’auto prima del fermo e dopo il preavviso?

Come evitare il fermo amministrativo dell’auto? Questo articolo vuole spiegare, informare ed indicarvi soluzioni legali idonee a contrastare lo strapotere della EX-Equitalia oggi Agenzia delle Entrate e Riscossioni.

Ecco quello che potrebbe capitarvi:
Il Sig. Rossi riceve un preavviso di fermo amministrativo sull’auto da parte di Agenzia Entrate Riscossione. Sapendo che solo se l’auto risulta a lui intestata potrà essere sottoposta al blocco, pensa di intestarla alla moglie. Per non fare le cose troppo “sporche” evita la donazione e simula una vendita, stabilendo un corrispettivo minimo che, successivamente, si fa bonificare dal conto della donna sul proprio. È valido un comportamento di questo tipo per evitare le ganasce fiscali? Si può vendere l’auto prima del fermo e dopo il preavviso? E’ possibile ed è legale ?

L’intestazione fittizia del mezzo è certamente un sistema che può servire, in astratto, per evitare il fermo auto. Inoltre, la legge che impone di annotare sul libretto di circolazione ogni uso continuativo dell’auto altrui, che si protrae per almeno 30 giorni di seguito, non vale tra familiari conviventi e, quindi, anche tra coniugi; pertanto ben potrebbe il marito continuare a circolare con l’auto formalmente intestata alla moglie . Tuttavia, perché la cessione dell’auto, volta ad evitare il fermo, sia valida è necessario che avvenga prima della notifica del preavviso di fermo. Dopo questo atto, infatti, l’intestazione risulta chiaramente in frode alla legge, eseguita cioè per eludere la misura cautelare; pertanto può essere revocata. Difatti – riconosce la Cassazione – si presume che marito e moglie o i due conviventi, legati perciò da un vincolo sentimentale di convivenza, comunichino tra loro circostanze che riguardano la vita in comune. Per cui, l’acquirente dell’auto ben è a conoscenza della situazione di incombente fermo amministrativo; non si può escludere la sua ignoranza sul fatto. Ed è proprio questa consapevolezza che consente la revoca della vendita.

Le cose sono ancora più semplici in caso di donazione dell’auto: in tal caso, infatti, il creditore (Agenzia Entrate Riscossione) non deve dimostrare la consapevolezza del terzo relativamente al debito del donante; così può revocare l’atto di cessione senza dover fornire troppe dimostrazioni.

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Come verificare se c’è un fermo amministrativo Equitalia sull’auto

Come verificare se c’è un fermo amministrativo Equitalia sull’auto

Per verificare se c’è un fermo amministrativo sull’auto si può fare richiesta all’ACI per una visura di una targa.

Il costo della pratica è di 6 euro, e può essere richiesta online o presso sedi ACI o agenzie di pratiche auto.

Per cui se state per comperare un’auto di seconda mano, prima dell’acquisto assicuratevi attraverso la visura della targa che non sia sottoposta a fermo.

Per il bollo, fino a quando il veicolo è sottoposto a fermo, non sarà possibile pagarlo, vi conviene pertanto dichiarare la perdita del possesso del veicolo, seguendo le regole regionali per la riscossione del bollo auto.

Per quanto riguarda l’assicurazione, invece, se il veicolo è parcheggiato in un box privato, questa può anche non essere pagata. Se invece il veicolo è parcheggiato in strada, in caso di sinistro, se l’assicurazione non è stata pagata, non sarà possibile avere il rimborso.

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