Fermo Amministrativo: Codice della Strada, come funziona, che cosa è
Fermo amministrativo e Codice della Strada
Il codice della strada prevede, per alcune violazioni, il fermo amministrativo anche come sanzione accessoria, quindi ulteriore rispetto alla sanzione pecuniaria. È peraltro disposto automaticamente il fermo amministrativo del mezzo in tutti i casi in cui viene applicata la sanzione accessoria della sospensione della patente, almeno che il veicolo non appartenga ad una persona che è completamente estranea alla violazione o al reato e nei casi in cui la circolazione è avvenuta contro la volontà di questa persona (così stabilisce l’art. 214 c.d.s.).
In questo caso il Codice della Strada prevede anche che:
“Sul veicolo deve essere collocato un sigillo, secondo le modalità e con le caratteristiche fissate con decreto del Ministero dell’interno, che, decorso il periodo di fermo amministrativo, è rimosso a cura dell’ufficio da cui dipende l’organo di polizia che ha accertato la violazione (…)”.
Come già detto, il veicolo, se non affidato a terzi specializzati nella custodia, viene affidato al proprietario, che ha l’obbligo di custodirlo in luogo non soggetto a pubblico passaggio. La circolazione con il mezzo sottoposto a fermo, pertanto, non soltanto rappresenta una violazione punita con una bella sanzione amministrativa, ma rappresenta anche violazione dei doveri del custode, il che porta conseguenze anche di carattere penale.
Il fermo amministrativo è un atto con il quale le amministrazioni o gli enti competenti (Comuni, INPS, Regioni, Stato, etc.) “bloccano” un bene mobile registrato del debitore al fine di recuperare le somme dovute. Dunque tributi non versati, ma anche semplici contravvenzioni non pagate, possono portare al fermo amministrativo del veicolo di proprietà del debitore.
Si tratta quindi di una forma di riscossione coattiva, introdotta dal D.P.R. n. 602/1973, che viene applicata sui beni mobili registrati, quindi mezzi di tutti i tipi, non solo automobili, impedendo al legittimo proprietario di servirsene finché non sarà estinto il credito dovuto. Fino a che il debitore non salda il dovuto o non ottiene comunque la cancellazione del fermo, il mezzo è sottoposto alle seguenti limitazioni:
• non può circolare, se lo fa rischia una salatissima sanzione amministrativa;
• non può essere radiato dal PRA, esportato o rottamato;
• deve essere custodito in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ad esempio garage o cortile privato.
Può invece essere venduto e anche per il nuovo proprietario varranno gli stessi limiti, per cui non potrà circolare o né rottamare l’auto acquistata e dovrà custodirla in luogo privato.
I soggetti trovati a circolare nonostante il fermo amministrativo incorreranno ad una sanzione compresa tra 776 euro e 3.111 euro e subiranno anche la confisca del mezzo, cioè il passaggio definitivo in proprietà allo Stato.
Infine, nel caso in cui il debito non venga saldato, il concessionario alla riscossione può pignorare il mezzo e farlo vendere, per rifarsi sul ricavato.
Cosa si intende con FERMO AMMINISTRATIVO di UN VEICOLO
Il fermo amministrativo (atto definito dall’articolo 86 del D.P.R. n. 602 del 1973) è una sanzione accessoria prevista dal codice della strada (articoli 213, 214 Nuovo Codice della strada) per determinate violazioni in aggiunta alla pena pecuniaria, e ha effetti sullo status giuridico del bene che risulta non più autorizzato alla circolazione.
In caso si venisse sorpresi a condurre un veicolo posto sotto fermo amministrativo si incorrerebbe in una ammenda fino a 2.628,15 euro e alla confisca immediata del mezzo.
Inoltre con il DPR 602 del 1973 è stato introdotto come forma di riscossione coattiva, qualora non fosse possibile il pignoramento da parte dell’ente creditore. Successivamente con l’articolo 3 della legge n.248 del dicembre 2005 è stato reso l’atto preliminare per l’espropriazione forzata da parte del concessionario della riscossione dei tributi, le cosiddette ganasce fiscali.
Il provvedimento è stato reso esecutivo dalla legge finanziaria per il 2006.
In base a questa norma, Equitalia, il concessionario della riscossione (per conto dell’agenzia delle entrate, dell’Inps, dell’Inail, del Comune, della Camera di commercio, etc.) in caso di mancato pagamento della cartella esattoriale, entro 60 giorni dalla notifica, procede ad inviare un preavviso di 20 giorni al contribuente moroso, con il quale lo si avverte che in caso di mancato pagamento l’autovettura (o qualsiasi altro bene registrato) indicata nel provvedimento di fermo non potrà più circolare, pena sanzioni e mancata validità dell’assicurazione RCA.
Fermo amministrativo auto: quando avviene e come verificarlo
Con il fermo amministrativo un ente o un’amministrazione può bloccare un bene, appartenente al debitore, che sia iscritto in un registro pubblico. Nel caso del blocco amministrativo dell’automobile, il bene viene iscritto al PRA, acronimo di Pubblico Registro Automobilistico, e l’amministrazione può decidere per il fermo, impedendo così al proprietario di circolare con l’automobile e addirittura di venderla. La causa del fermo amministrativo può essere il mancato pagamento di tasse, tributi oppure multe, comminate a causa di una violazione del Codice della Strada.
Quando avviene il fermo amministrativo
Il fermo amministrativo viene predisposto quando un soggetto contrae un debito con l’erario e non lo onora. L’ente predisposto alla riscossione del credito invia per prima cosa una cartella esattoriale. A quel punto il debitore ha due mesi di tempo, a partire dalla notifica, per provvedere al pagamento. Può anche chiedere una rateizzazione dell’importo, oppure richiedere una sospensione o un annullamento del provvedimento, magari intentando un ricorso. Se non esegue alcuna di queste procedure l’Agenzia delle Entrate procede contro di lui, con l’obiettivo di rispettare la legge e tutelare il creditore.
C’è una distinzione da fare rispetto all’ammontare del debito; se la cifra dovuta non supera i mille euro, il debitore ha circa quattro mesi per cercare una conciliazione, prima di incorrere in azioni esecutive da parte dell’Agenzia delle Entrate; il termine di 120 giorni si calcola a partire dalla ricezione di una comunicazione scritta, con il dettaglio della cifra dovuta.
Prima del fermo, l’Agenzia delle Entrate avvisa il debitore del provvedimento amministrativo a suo carico.
A questo punto il contribuente ha a disposizione un mese per mettersi in regola. Qualora la cartella esattoriale rimanesse ancora inevasa, l’amministrazione dovrebbe procede al fermo dei veicoli che sono intestati al soggetto debitore. Come avviene esattamente? Il concessionario della riscossione iscrive il provvedimento di fermo nel PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. Bisogna ricordare che si può incorrere nell’iscrizione al PRA per il mancato pagamento del bollo auto o della cartella esattoriale. La normativa in materia prevede che non sia possibile iscrivere un’ipoteca sull’abitazione del debitore se la cifra è inferiore ai 120.000 euro; in questo caso il fermo è predisposto sul parco auto del soggetto debitore. Tuttavia, entro i 30 giorni, il contribuente ha facoltà di dimostrare che l’automobile è necessaria alla sua attività lavorativa, in quel caso specifico il provvedimento non viene iscritto al PRA. In mancanza delle due notifiche il fermo dell’automobile può considerarsi illegittimo.
Nel preavviso inviato devono essere contenute alcune informazioni:
• la cifra in oggetto e la natura del debito;
• l’anno in cui è stato contratto il debito.
Conseguenze fermo amministrativo
Quali sono le conseguenze del fermo? Il proprietario non dispone più dell’automobile, almeno fino a quando non avrà saldato la il suo debito, cancellando così l’iscrizione dal PRA. Dunque non potrà circolare col veicolo, pena la multa; inoltre il mezzo non potrà essere demolito, cancellato dal Pubblico Registro oppure portato all’estero. Anche gli acquirenti del veicolo sottoposto al fermo non potranno circolare sulle strade e autostrade italiane. Se il debitore, nonostante il fermo, non provvede al pagamento, il concessionario della riscossione venderà l’automobile per recuperare il credito.
Come verificare il fermo amministrativo
L’esistenza di un fermo sulla propria automobile può essere verificata in tre modi:
• si può richiedere online una visura per targa al PRA. È sufficiente collegarsi al sito dell’ACI e scegliere in che modalità si preferisce pagare il servizio; poi si dovranno fornire i propri dati e quelli della fatturazione; in seguito si devono indicare i dati della vettura, per esempio la targa, e specificare se si tratta di un’automobile, di una motocicletta o di un rimorchio. La visura è fondamentale quando si acquista un’automobile, perché permette a chiunque di verificare se c’è un fermo sul mezzo, che non permetterebbe al compratore di utilizzarlo;
• la seconda possibilità è verificare di persona se c’è un blocco amministrativo, recandosi al PRA e richiedendo la visura. In questo caso basta fornire il numero di targa del veicolo. L’ispezione ha un costo di circa 9 euro per i diritti, mentre il prezzo della visura è di 6 euro. È anche possibile delegare qualcun altro per svolgere l’accertamento, oppure incaricare un’agenzia;
• l’ente a cui ci si può rivolgere è l’ACI: nel caso in cui si è tesserati, l’Automobil Club, attraverso le sue delegazioni sparse su tutto il territorio, effettua verifiche sul fermo amministrativo e su altre pratiche relative alle automobili.
Come evitare il fermo amministrativo
Il fermo può essere evitato; non si tratta di un trucco ma di una possibilità: è sufficiente cointestare il veicolo a una seconda persona, può trattarsi di un amico o di un congiunto; l’amministrazione non potrebbe dunque procedere al fermo, in quanto sarebbe illegittimo. Lo hanno stabilito diverse sentenze che hanno prescritto che il debito di uno degli intestatari non debba ledere il diritto del cointestatario di utilizzare l’automobile.
Dunque, nel caso in cui non si è pagato il bollo o una multa, se l’auto è intestata anche a una seconda persona, la vettura potrò circolare liberamente.
Una seconda possibilità si verifica quando l’automezzo è utilizzato, dal contribuente, per motivi di lavoro. Dal momento in cui il soggetto debitore dell’amministrazione riceve il preavviso di fermo, ha un mese di tempo per dimostrare che l’auto gli serve per lavorare e dunque per vivere; l’automezzo deve essere strumentale alla professione: si pensi agli agenti di commercio oppure ai proprietari di un mezzo impiegato in un cantiere edile; il fermo pregiudicherebbe l’attività lavorativa. Ovviamente i mezzi usati per un’attività lavorativa dovranno risultare iscritti in contabilità.
Come cancellare il fermo amministrativo
Se si procede al pagamento della cartella esattoriale, il fermo può essere cancellato. Il provvedimento sanzionatorio si estingue nel momento in cui si estingue il debito, con l’ultima rata, nel caso in cui si è ottenuta una rateizzazione del debito. Come si procede? Basta recarsi al PRA con una documentazione che includa:
• un provvedimento di revoca: il formato deve essere originale; il documento viene emesso dal concessionario della riscossione, una volta che il debito sia stato saldato; contiene i dati relativi all’automobile, quelli del soggetto su cui gravava il provvedimento e l’ammontare del debito oggetto della cancellazione;
• il certificato di proprietà dell’automobile: può trattarsi di quello cartaceo o digitale; sul retro del documento deve essere scritta la richiesta. In alternativa va bene anche il foglio complementare;
• il modulo NP-3: questo modello è necessario solo nel caso in cui non si abbia a disposizione il certificato di proprietà per la richiesta di revoca.
Quanto costa cancellare il fermo della propria automobile? Per eliminare il fermo bisogna pagare:
• l’imposta di bollo del valore di 32 euro, nel caso in cui si utilizzi il certificato di proprietà per la richiesta di cancellazione;
• 48 euro: utilizzando il modulo NP-3.
Si sottolinea che si tratta di una richiesta di cancellazione, per cui sarà necessario che la domanda venga accolta e il fermo cancellato. In caso di esito positivo il soggetto entrerà in possesso di un nuovo CPD.
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Fermo amministrativo automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman 2020
Fermo amministrativo automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman 2020
Il Fermo amministrativo Fiscale automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman 2020 è un procedimento formale attraverso il quale, l’ADE, attiva specifiche procedure a garanzia del credito degli Enti impositori.
Per cui se il contribuente non paga entro 60 giorni dalla notifica una cartella di pagamento, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione, invia al debitore una comunicazione attestante l’attivazione di procedure cautelari ed esecutive per recuperare le somme ancora dovute.
Se il debito è minore di 1000 euro, tali procedure non iniziano prima di 120 giorni dall’invio per posta ordinaria, della prima comunicazione contenente il dettaglio del debito.
Vediamo quindi cos’è e come funziona il Fermo amministrativo Fiscale 2020 dell’automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman o della moto, come e dove verificare se c’è il fermo sull’automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman, moto o furgone cosa fare dopo aver ricevuto la comunicazione con il preavviso di Fermo amministrativo Fiscale automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman, come cancellare e far revocare il provvedimento cautelare ed esecutivo dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione e al PRA e come comportarsi con il bollo e l’assicurazione.
Fermo amministrativo Fiscale 2020 novità in Legge di Bilancio 2020:
Fermo amministrativo Fiscale 2020 novità in Legge di Bilancio 2020:
Come previsto dalla nuova Manovra 2020, cambia dal prossimo anno la procedura di recupero delle somme evase che diventerà ancora più veloce.
Il Comune, infatti, non dovrà più attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito con conseguente emissione della cartella di pagamento ma potrà avviare sin da subito tutte le procedure esecutive e cautelari previste oggi, come ad esempio il Fermo amministrativo Fiscale, l’ipoteca o il pignoramento veloce tasse locali.
Fermo amministrativo Fiscale: di cosa si tratta e come verrà applicato nel 2020?
Che cos’è il Fermo amministrativo Fiscale dell’automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman o della moto? Il Fermo amministrativo Fiscale è un procedimento cautelare e poi esecutivo, che l’ADE, può attivare nel caso in cui il contribuente a cui è stata notificata una cartella esattoriale, non paghi l’importo del debito entro 60 giorni.
Ma esattamente cos’è il Fermo amministrativo Fiscale automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman e moto? E’ un atto formale attraverso il quale Equitalia, o altro agente della riscossione, dispone il blocco dei veicoli a motore intestati al debitore.
Cosa significa avere un veicolo con Fermo amministrativo Fiscale? Che il veicolo a motore, per cui automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullmanmobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman ecc, oggetto di garanzia del credito per gli Enti impositori, viene bloccato temporaneamente tramite un atto ufficiale.
Per cui se il debitore subisce un Fermo amministrativo Fiscale sulla sua automobili, moto, scooter, macchine agricole, pullman per una cartella di pagamento non pagata fino a quando non estinguerà il debito, il veicolo non potrà circolare su strada, non potrà essere radiato dal PRA esportato all’estero o demolito, ma potrà essere venduto anche se il nuovo acquirente non potrà comunque farlo circolare o demolire.
Coloro i quali verranno trovati a non rispettare le suindicate limitazioni, incorreranno inoltre, in una sanzione amministrativa che varia tra 1.988 e 7.953 euro, oltre ovviamente al sequestro del veicolo.
Cancellazione del fermo amministrativo fiscale automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion: costi 2020
Cancellazione del fermo amministrativo fiscale automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion: costi 2020
Per procedere alla cancellazione del fermo amministrativo fiscale ex Equitalia, il contribuente deve pagare il debito iscritto a ruolo, farsi rilasciare dall’Agente di riscossione, la certificazione attestante il pagamento del debito e recarsi al PRA.
Al PRA devono essere forniti i dati del veicolo, l’importo del credito ed il Certificato di proprietà del veicolo oggetto di provvedimento cautelare ed esecutivo e per il quale si richiede la cancellazione del fermo amministrativo fiscale, il cui costo è pari a 32 euro imposta di bollo.
In alternativa al CdP, il proprietario del veicolo può utilizzare anche il modello NP-3, ma in questo caso il costo aumenta a 48 euro.
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Come venire a conoscenza se c’è un fermo amministrativo fiscale sulla tua automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion?
Come venire a conoscenza se c’è un fermo amministrativo fiscale sulla tua automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion?
Il contribuente per sapere se c’è un fermo amministrativo fiscale sull’automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion da acquistare o su un veicolo di cui è proprietario, può:
Richiedere una visura della targa del veicolo all’ACI – fermo amministrativo fiscale ACI – PRA: il costo per la visura è di 6,00 euro e può essere richiesta anche online o presso una delegazione ACI o agenzie di pratiche automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion.
Ti ricordo che il mezzo sottoposto a ganasce fiscali, può essere venduto ma permane per il nuovo acquirente l’impossibilità di circolare con quel veicolo fino a quando il debito non verrà saldato, per cui prima di procedere all’acquisto di un’automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion usata, si consiglia di fare molto attenzione e richiedere una visura sulla targa.
Per quanto riguarda invece il pagamento del bollo automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion e l’assicurazione dell’automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion o moto con fermo amministrativo fiscale, vi è l’impossibilità di pagare il bollo automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion fin quando non viene cancellato il fermo, nel frattempo è meglio dichiarare la perdita di possesso del veicolo, seguendo le indicazioni regionali di riscossione del bollo automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion 2019.
In merito all’assicurazione, se il veicolo oggetto di fermo amministrativo fiscale non è parcheggiato su strada ma in box o garage privati al chiuso, è possibile non assicurarlo, se invece è su strada, è bene sapere che qualora coinvolto in un sinistro stradale, la compagnia di assicurazione non risarcirebbe il danno, in quanto il veicolo non sarebbe dovuto circolare.
Cancellare il Fermo amministrativo fiscale automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion 2020
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Come cancellare il fermo amministrativo fiscale sulla propria automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion?
Per levarlo occorre che il debitore, entro 30 giorni, a partire dalla data di notifica della comunicazione del fermo, saldi il proprio debito iscritto a ruolo.
Per cui se effettua il pagamento delle somme dovute, il provvedimento cautelare decade.
In caso contrario, l’AdER, procede ad iscrivere il fermo amministrativo fiscale al Pubblico Registro automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camionmobilistico (PRA) e se il proprietario non procede al pagamento, l’Agente può disporre anche il pignoramento automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion e la sua vendita all’asta.
Novità fermo amministrativo fiscale e rateizzazione:
La rateizzazione blocca le ganasce fiscali – fermo amminstrativo, ciò significa che il contribuente può ricorrere alla dilazione del debito per evitare il fermo del veicolo.
L’ammissione o la riammissione alla rateazione Equitalia ed il pagamento contestuale della prima rata, infatti, cancellano il fermo amministrativo fiscale già disposto sull’automobile, moto, scooter, macchina agricole, pullman, camion del debitore, detta revoca e cancellazione.
In caso quindi di rateizzazione, il pagamento della prima rata, comporta la possibilità per il debitore di richiedere all’Agente della riscossione, la sospensione del provvedimento di fermo, al fine di poter circolare con il veicolo interessato.
In questa ipotesi, Equitalia, provvede a rilasciare un apposito documento contenente il proprio consenso all’annotazione della sospensione del fermo, che anche in questo caso il debitore dovrà presentare direttamente al PRA.
Visure Gratis: Fermo amministrativo da verificare online
È possibile ottenere una Visura PRA gratis?
La Visura PRA, o Visura auto, è un documento che contiene tutti i dati relativi al mezzo che vogliamo acquistare: il proprietario, i dati tecnici, ed eventuali annotazioni di tipo giuridico. Inoltre, sono inserite anche le informazioni di tipo patrimoniale risultanti al momento della richiesta. Dalla Visura si possono verificare eventuali ipoteche, sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi e molto altro.
Nel caso di acquisto di auto usate, e soprattutto soggette a fermo amministrativo, è importante poter consultare la storia di quell’auto. In commercio esistono moltissime auto usate, talvolta con un fermo amministrativo imposto, che è impossibile da individuare a meno di ottenere una Visura PRA.
Ma è possibile ottenerla gratuitamente? Di solito questo tipo di procedure hanno un costo sensibile, poiché sono valutazioni o perizie che necessitano un contributo monetario. Perciò, anche se è possibile individuare subito la targa e i relativi dettagli dell’automobile, è obbligatorio pagare per ottenere queste informazioni.
Per ottenere la Visura bisogna rivolgersi ad un PRA (o pubblico registro automobilistico): ciò comporta una spesa molteplice, sia di tempo (serve impiegare almeno qualche ora) che di denaro! Infatti, la Visura costa 6,00€ se richiesta in loco, o fino a più del doppio (da 12 a 18€) se fatta online con il proprio PC tramite siti appositi. In quest’ultimo caso è necessario utilizzare anche la carta di credito, che non tutti possiedono o sono disposti a utilizzare per una compravendita online.
Qui viene in gioco un’accortezza per procurarsi una Visura PRA prima di rischiare di acquistare un’auto usata che potrebbe avere dei fermi o dei danni particolari, che il venditore vuole tenerci nascosti.
Basta solamente pretendere dal venditore la visione della Visura che lui o lei stesso hanno fatto: basta giustificare la richiesta dicendo che si vuole un qualche tipo di garanzia che l’automobile in oggetto sia davvero in buono stato e utilizzabile su strada.
Nel caso ci venga rifiutato, probabilmente il venditore dell’auto non è affidabile, ha qualche cosa da nascondere o non è convinto della compravendita. In ognuno di questi casi, non è un’automobile che vorremmo acquistare.
E’ importante sottolineare al venditore il valore della garanzia della Visura, al pari di un tagliando auto o di un collaudo tecnico. Se la persona a cui vi state rivolgendo è seria, vi metterà a disposizione qualsiasi tipo di documento per assicurarsi una buona vendita: ecco come ottenere la Visura PRA in modo totalmente gratuito, senza doversi recare al pubblico registro automobilistico e nemmeno usare la carta di credito per acquistare un costoso servizio online!
Può comunque succedere che vi fidiate di un venditore, ed erroneamente avete ora in vostro possesso un’auto usata, ma gravata da un fermo amministrativo che vi impedisce di utilizzarla.
In questo caso noi vi veniamo in aiuto: acquistiamo auto usate e bloccate da fermo amministrativo subito, con pagamento immediato, anche in condizioni che altri venditori rifiuterebbero.
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